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Alcol e guida - pagina informativa

EFFETTI DELL’ALCOL SULL’UOMO E RELAZIONE CON I REQUISITI PSICOFISICI PER LA GUIDA
 
Ingestione e meccanismi di assorbimento
L’abuso di bevande alcoliche rappresenta uno dei più importanti problemi di sanità pubblica in quanto la mortalità alcol correlata incide sulla mortalità con patologie croniche degenerative e neoplastiche, incidenti stradali e sul lavoro, omicidi e suicidi e viene quantificata in Italia in circa 30.000 decessi per anno. In questa ottica possono divenire pericolose le forme di abuso alcolico socialmente tollerate, mentre l’uso di modiche quantità di alcool che rientra nelle abitudini alimentari e socioculturali potrebbe essere tutt’altro che dannoso.
L’abuso alcolico comporta alterazioni a livello di numerosi organi ed apparati con diversi quadri patologici a secondo che si tratti di manifestazioni acute o croniche; di particolare interesse quelle che riguardano: le alterazioni della risposta immunitaria e le lesioni a livello dell’apparato digerente, del sistema nervoso, degli apparati cardiovascolare, respiratorio, muscolare e del sistema endocrino.
I meccanismi che vengono chiamati in causa possono essere fondamentalmente legati ad una azione diretta dell’etanolo o alla alterazione metabolica conseguente ad una eccessiva metabolizzazione della molecola a livello epatico con conseguenze sinteticamente indicabili in aumentato consumo di ossigeno.
Occorre ricordare che il fegato è in grado di metabolizzare solamente una certa quantità di alcool indipendentemente dalla quantità ingerita: l’assorbimento dell’alcool dipende dal contemporaneo consumo di alimenti essendo lento nei pasti con molti lipidi e veloce a stomaco vuoto; l’alcolemia è più elevata nelle donne che negli uomini dopo il consumo di eguale quantità di alcolici: questo dipende sia dal minor contenuto idrico nel sesso femminile, che da una ridotta attività enzimatica dell’ADH; questi fenomeni spiegano i danni epatici, cardiaci e celebrali di maggiore entità che l’alcool arreca alle bevitrici.
Dopo l’ingestione della bevanda alcolica, l’alcol che vi è disciolto viene assorbito per semplice diffusione da tutto l’apparato gastrointestinale: in misura più ridotta nello stomaco ed in modo più veloce e diretto nel tratto superiore dell’intestino tenue. L’assorbimento da parte dell’apparato digerente fa sì che l’alcool entri nel sistema circolatorio e, attraverso le arterie, raggiunga velocemente il cervello dove la sostanza produce i suoi effetti sul sistema nervoso centrale.
Dopo una singola dose di alcool, l’assorbimento è completo al 90% entro 1 ora mentre la massima concentrazione della sostanza nel sangue viene raggiunta entro circa 40 minuti e ritorna a zero entro 8-10 ore dall’assunzione.
L’alcool presente nel sangue viene progressivamente eliminato con le urine (2-4% della dose totale) e tramite l’aria alveolare espirata (il rimanente 96/98%).
Quest’ultimo meccanismo di smaltimento è determinato dal fatto che, a livello polmonare, il sangue viene continuamente arricchito di ossigeno e purificato delle sostanze nocive all’organismo, fra le quali l’alcool: la quota di alcool presente nel sangue è direttamente proporzionale a quella presente nel sangue e perciò la sua misurazione può essere utilizzata per indagini medico legali.
 
Fattori che influenzano la velocità di assorbimento
Al riguardo assumono particolare importanza i seguenti fattori:
 
  • presenza o meno di cibo nello stomaco: l’assunzione di alcool a digiuno determina un assorbimento molto veloce ed il raggiungimento in minor tempo della massima concentrazione nel sangue; se l’assunzione avviene invece a stomaco pieno, l’assorbimento della sostanza è rallentato poiché il cibo che ricopre la superficie dello stomaco limita l’assorbimento diretto
 
 
  • tipo di bevanda alcolica: in relazione alla percentuale di alcool contenuta. Va rilevato che l’assorbimento più veloce si ha per bevande con concentrazioni alcoliche pari al 18-20% del volume, mentre è più lento nelle alte gradazioni
 
 
  • costituzione fisica dell’assuntore e suo peso: la distribuzione dell’alcool nell’organismo è proporzionale al contenuto di acqua presente nei tessuti, per cui maggiore è la concentrazione di acqua nell’organismo (come nei soggetti grassi), maggiore risulterà la concentrazione nei tessuti e minore nel sangue
 
 
  • sesso: nella donna è presente una maggior quantità di tessuto adiposo, e poiché l’alcool è meno solubile nel grasso, si avrà una concentrazione maggiore nel sangue.
 
 
Calcolo della quantità di alcool nel sangue
Premesso che la normativa italiana subordina l’applicazione delle sanzioni in materia alla quantità di alcool presente nel sangue (concentrazione), è opportuno precisare che il metodo scelto in Italia è basato sull’analisi della quantità di alcool presente nell’aria alveolare espirata. Durante il ciclo respiratorio negli alveoli polmonari il sangue si arricchisce di ossigeno ed elimina l’anidride carbonica e gli altri gas nocivi come l’alcool.
Il metodo di calcolo utilizzato dall’etilometro parte dal presupposto scientifico che esiste un rapporto di diretta proporzionalità tra alcool presente nell’aria espirata ed alcool presente nel sangue.
Sulla base di tale rapporto, assunto dalla normativa come costante e pari a 2300 : 1, è possibile conoscere la quantità di alcool nel sangue senza prelievo ematico ma con la sola misurazione della quantità di alcool presente nell’aria espirata. Moltiplicando per 2300 questa quantità, espressa per milligrammi per litro di aria, si ottiene la concentrazione di alcool nel sangue, espressa in grammi per litro di sangue (g/l), che viene correntemente indicata col termine di "tasso alcolimetrico".
Questo metodo di rilievo è più preciso dell’analisi del liquido ematico, in quanto la concentrazione di alcool nell’aria espirata rispecchia la quantità di alcool presente nel sangue arterioso, che è quello che alimenta il cervello e che, di conseguenza, ne influenza in modo significativo le funzioni, mentre l’analisi su un campione prelevato da una persona viene effettuata sul sangue venoso che, irrorando i tessuti del corpo, tende a rilasciare una certa quantità di alcool.
Ne consegue che i valori rilevati con un prelievo possono quindi risultare a quelli rilevati con uno strumento di misura dell’aria espirata (etilometro).
La necessità di rilevare il valore dell’alcool presente nel sangue arterioso piuttosto che in quello venoso, scaturisce dalla considerazione che, sotto il profilo della sicurezza, sia essa stradale, sociale o personale, ciò che interessa è il tasso di alcool del sangue che irrora il cervello, con conseguenti azioni deleterie sul sistema nervoso centrale.
 
Effetti dell’alcool
Riducendo il contenuto di ossigeno nei tessuti, l’alcool agisce sul sistema nervoso centrale, rallentando le funzioni dei centri nervosi, determinando perdita di equilibrio, scoordinamento dello sguardo e del movimento degli arti, riduzione della capacità visiva.
 
Fermi restanti i fattori di cui al precedente punto B, è possibile schematizzare, in relazione alla quantità assorbita, i seguenti effetti:
 
  • minore di 0.4 - sobrietà: nessun sintomo evidente
 
 
  • tra 0.4 e 0.9 - ebbrezza: euforia, loquacità, sensazione di benessere, affievolimento della concentrazione e leggera difficoltà a compiere movimenti complessi, diminuzione dell’acutezza visiva
 
 
  • tra 0.9 e 1.2 - eccitazione: difficoltà di espressione verbale e di coordinamento dei movimenti, riduzione dell’equilibrio
 
 
  • tra 1.2 e 1.9 - frastornamento: andatura rigida ed a volte barcollante, percezione sensoria molto ridotta, incapacità di valutare la profondità di campo, marcata diminuzione del senso di coordinamento motorio
 
 
  • tra 1.9 e 2.5 - stato confusionale: ubriachezza completa, confusione mentale, pronuncia impastata, sonnolenza, difficoltà di movimento, possibilità di coma etilico
 
 
  • tra 2.5 e 3.5 - intontimento: intossicazione generale - vomito - visione doppia degli oggetti, amnesia, mancanza di reazione agli stimoli, incapacità di stare in piedi, probabile coma etilico
 
 
  • tra 3.5 e 4.5 - coma: coma etilico con perdita di conoscenza, possibile decesso per arresto cardiaco
 
 
  • oltre 4.5 - morte: per arresto respiratorio
 
Va rilevato che negli etilisti abituali, a parità di quantità di alcool assunta, si hanno effetti meno evidenti e marcati in quanto chi è abituato ad una certa dose di alcool, per manifestare gli effetti descritti, abbisogna di una quantità sempre maggiore di alcool.
Per quanto concerne il cosiddetto "accertamento sintomatico" dell’ebbrezza, vale a dire il diretto riscontro dei sintomi senza il test alcolimetrico, è interessante rilevare come una considerevole percentuale di soggetti in stato di ebbrezza sfugga a quest’ultimo tipo di controllo.
La tabella di seguito riportata semplifica:
fino a 0.8 g/l
Solamente il 10% dei soggetti manifesta i sintomi inconfondibili dell’ebbrezza
1.0 g/l
Il 30% dei soggetti manifesta i sintomi
1.3 g/l
Il 55% dei soggetti manifesta i sintomi
1.6 g/l
Il 66% dei soggetti manifesta i sintomi
1.8 g/l
L’800% dei soggetti manifesta i sintomi
2.0 g/l ed oltre
Tutti i soggetti manifestano i sintomi
 
Agendo sui centri nervosi, l’alcool, anche a dosi ridotte, costituisce un pericolo per la guida (si veda al riguardo il precedente paragrafo D in relazione all’ebbrezza già ad un limite inferiore a quello di legge e cioè a 0.4/0.5 g/l).
Il comportamento del conducente di veicoli che ha assunto alcool può essere riassunto con la seguente tabella:
 
a circa 0.4/0.5 g/l
Difficoltà nel percepire i colori dei semafori
Tra 0.8 ed 1 g/l
Difficoltà di percezione di pericoli laterale ed eccessiva euforia e stato di sicurezza
Tra 1.5 e 2.5 g/l
Mancata coordinazione movimenti
Tra 2.5 e 3.0 g/l
Incapacità di avviare e guidare il veicolo
 
 
Sulla pericolosità dell’alcol rispetto alla guida non dovrebbero più sussistere dubbi; fonti non confermate statisticamente calcolano che dal 20 al 40% dei morti in incidenti stradali siano direttamente correlate all’alcol. La non attendibilità del dato è dovuta ad una serie di fattori quali, per esempio, la non obbligatorietà, nel nostro Paese (come nella maggior parte del resto), della determinazione del tasso alcolimetrico nei conducenti morti in incidenti stradali: questa non obbligatorietà si traduce, all’effetto pratico, in una "rarità" dell’accertamento alcolimetrico, e questo impedisce di avere un preciso quadro del problema.
L’intossicazione alcolica, cronica ed acuta, è uno degli aspetti della condotta umana che determinano o facilitano una guida pericolosa e, più in generale, concorrono alla sinistrosità stradale.
Le scienze criminalistiche si sono interessate del problema dell’alcolismo fin dalla loro nascita, costituendo esso un fattore criminogeno non solo indiretto collegato alla "squalificazione" sociale, diserzione del lavoro, ecc., ma anche diretto, assumendo l’uso dell’alcool un valore scatenante e favorendo la genesi di determinati comportamenti criminali, anche se più rari sono i reati commessi in stato d’intossicazione cronica e più frequenti quelli connessi nello stato d’intossicazione acuta (sia del bevitore occasionale che abituale), poiché esso, disinibendo l’autocontrollo delle pulsioni aggressive, favorisce atti violenti, nonché reati stradali, causa la falsa euforizzante sensazione di sicurezza ed allentamento dei riflessi
Per quanto riguarda il nostro Paese, l’influenza dell’alcool negli incidenti stradali non è mai stata posta in adeguata evidenza e se il tema ha ricevuto ultimamente una certa enfasi, è stato soprattutto in conseguenza d’eventi di particolare impatto emotivo: l’alto numero d’incidenti stradali mortali tra giovani nei fine settimana - il fenomeno delle cosiddette "stragi del sabato sera".
A livello generale, la gravissima piaga dell’alcolismo ha sempre suscitato un atteggiamento di sottovalutazione, sia in conseguenza di una lunga tradizione culturale di tolleranza, sia, recentemente, per il maggior allarme suscitato dalla diffusione delle droghe.
Come fattore criminogeno l’alcol riveste un duplice aspetto, in quanto, nella dinamica del reato può influenzare il comportamento del soggetto attivo, di quello passivo o di entrambi. Chi abusa dell’alcol, può a seconda delle situazioni, risultare pericoloso e/o porsi in situazioni pericolose.
Secondo un’indagine dell’ISPES, l’alcol provocherebbe nel nostro Paese 90.000 incidenti stradali ogni anno dei quali 5.000 mortali: il problema è particolarmente grave se lo si considera in relazione a particolari conducenti, come quelli di veicoli pesanti o adibiti al trasporto pubblico e/o privato di persone.
Attualmente i dati ufficiali sono solamente quelli raccolti dall’ISTAT che però non rendono un quadro esatto della situazione, in ragione del fatto che:
 
  • Vengono statisticamente rilevati non gli accertamenti di guida in stato di ebbrezza, bensì i sinistri stradali, causati da guida in stato di ebbrezza
 
 
  • Nell’accertamento dell’ebbrezza occorre tenere presente che le apparecchiature per il controllo del tasso alcolimetrico sono in numero esiguo rispetto agli operatori di polizia, per cui l’unico accertamento possibile quasi sempre risulta essere quello sintomatico, secondo le valutazioni quindi dell’operatore di polizia: il quale sanzionerà solamente quelli direttamente riscontrabili visivamente (non rilevando quindi quegli stati di ebbrezza, pur pericolosi per la circolazione stradale e sanzionabili dalle disposizioni in materia, ma non sicuramente accertabili senza test alcolimetrico
 
 
  • Fra gli incidenti stradali vengono censiti dall’ISTAT solamente quelli che abbiano provocato lesioni
 
 
  • Non esiste una disposizione legislativa che imponga l’obbligo del test alcolimetrico in caso di sinistro stradale
 
 
  • Quando gli organi di polizia stradale intervengono sul luogo del sinistro, nella maggior in molti casi non hanno la possibilità di visionare direttamente le persone che hanno subito lesioni (o perché assistete dal personale medico di soccorso oppure perché già trasportate presso un D.E.A.
 
Nonostante i problemi sopra menzionati, esaminando i dati relativi agli incidenti stradali (quelli solamente con feriti) del 2001, il fenomeno appare comunque preoccupante; in particolare:
Totale sinistri stradali con feriti anno 2001
190.031
Dei quali causati legati alla guida in stato di ebbrezza
2.437
Feriti correlati a guida in stato di ebbrezza anno 2001
3.710
Morti correlati a guida in stato di ebbrezza anno 2001
79
Il limite stabilito dal legislatore italiano, ovvero il tasso alcolimetrico massimo consentito per la guida di veicoli stradali, è di 50 mg/100 ml, così come previsto dalle vigenti norme, vale a dire che si considera in stato di ebbrezza alla guida di un veicolo il conducente che risulti un tasso alcolimetrico pari o superiore a 50mg/100 ml.
Tale valore si raggiunge in media in un soggetto del peso di 75 kg, con l’assunzione di mezzo litro di vino, oppure di 1 litro di birra o 3 bicchierini di superalcolici, ed appare già troppo elevato in quanto già a questo tasso si realizzano importanti alterazioni della capacità alla guida: secondo i ricercatori dell'ISPES, già un quarto di vino (a 10°), durante un leggero pasto, porta il livello alcolimetrico a 0.5 gr/litro, un livello al quale il 25-30% delle persone non è in grado di guidare correttamente. Ed infatti il Parlamento Europeo fin dal 1989 ha promulgato una normativa che fissa il limite massimo per il tasso alcolimetrico compatibile con la guida a 0.5 grammi/litro.
 
Il tasso di 0.5 g/l, si ottiene mediamente con:
birra
2 bottiglie da 33 cc
Vino a 12 gradi
1-2 bicchieri da 20 cc
Vermut a 18 gradi
3 bicchieri da 5 cc
Brandy a 42 gradi
3 bicchieri da 3 cc
Whisky a 42 gradi
2 bicchieri da 3 cc
 
Il tasso massimo consentito in Italia a confronto con quello di altri paesi europei:
Paese
Valore g/l
Sanzioni
Sospens. patente
Austria
0.5
Penali
Belgio
0.5
Penali
Bulgaria
0.3
Penali
Rep. Ceca
0.3
Penali
Danimarca
0.5
Penali
Finlandia
0.5
Penali
Francia
0.5
Penali
Germania
0.5
Penali
Gran Bretagna
0.8
Penali
Grecia
0.5
Penali
Irlanda
0.8
Penali
Italia
0.5
Penali
Lussemburgo
0.8
Penali
Olanda
0.5
Penali
Polonia
0.2
Penali
Portogallo
0.5
Amministrat.
Romania
0.0
Penali
Russia
0.0
Penali
Spagna
0.5
Penali
Svezia
0.2
Penali
Svizzera
0.5
Penali
Ungheria
0.0
Penali